Oggi un piccolo problema di salute mi costringe a riposo ad Imola e non mi consente di essere in Risiera a Trieste.

Anche da qui però voglio ricordare che il 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, é la festa di tutti noi che siamo potuti crescere in un paese libero e democratico grazie al sacrificio di chi combattè contro la dittatura fascista e l’oppressione nazista.

Purtroppo nella mia Trieste, nuovamente governata da una destra mai pienamente emancipata dai periodi più oscuri della nostra storia, anche quest’anno il 25 aprile è stato introdotto dalle polemiche e da un ordine del giorno che chiede di eliminare alcuni simboli dai cortei perché invisi a quella parte del consiglio.

Ma i simboli hanno un significato e ci ricordano chi si alzò dal buio delle tenebre e combatté per la propria e futura libertà: auguro a tutti noi quella forza e quel coraggio.

Buon 25 aprile!

Leggo che chi si schiera contro l’acquisto di un immobile abbandonato da parte della comunità senegalese afferma di non essere razzista, ma di non voler vedere alterare l’equilibrio della composizione sociale.

La domanda sorge spontanea: cos’è l’equilibrio sociale della comunità e cosa fanno di male le persone che fanno riferimento alla comunità senegalese per essere considerate un pericolo per tale equilibrio?
Info: Duino, la risposta dei senegalesi

Il travaglio del partito che governa il Paese e le comunità territoriali merita un minimo di analisi seria.

1. È evidente che le sconfitte elettorali e referendarie hanno avuto come conseguenza interna l’innalzamento della tensione: una seria e critica presa di coscienza del distacco creatosi in questi anni con i cittadini avrebbe aiutato ad evitare le guerre e soprattutto avrebbe migliorato la capacità di analisi e proposta.

Dobbiamo dare una prospettiva di reale e concreto miglioramento nella vita delle persone.

2. L’Italia, l’Europa e tutto l occidente vive una forte crisi economica, valoriale e sociale.

La politica è la somma complessa di tutti questi fattori e oggi non riesce a dare risposte credibili. Il primo compito che ci dobbiamo dare è cosa fare per recuperare la fiducia perduta evitando soluzioni di comodo (no. non è colpa della comunicazione) e accettando la sfida di un organizzazione contemporanea. 

3. Nel PD e in molti partiti socialisti europei si scontrano due visioni, quella che potremmo definire blairiana e quella socialdemocratica.

Bisogna decidere se è possibile stare insieme imparando a condividere spazi politici e orizzonti, nel rispetto reciproco di fatti e parole.

Io penso sia possibile e giusto.

Lavoriamo e speriamo in scelte sagge diffuse e reciproche.

​Non si vive di referendum ma della paga a fine mese. Domani a San Giacomo parliamo di voucher.

​Leggo, come molti di voi, con gioia e dolore alternati le notizie che arrivano dalle zone terremotate e in particolare da Rigopiano.

La gioia di ritrovamenti insperati di persone vive e la tragedia dei dispersi e dei morti.

Sono questi i momenti in cui si capisce plasticamente quanto la macchina pubblica sia l’asse portante delle nostre vite e pesano come un macigno i tagli sprezzanti di chi pensa che anche la nostra sicurezza possa essere privatizzata in un sistema in cui conti solo il guadagno.

Ma pur con tutte le giuste critiche dev’essere riconosciuta la spettacolare reazione popolare ed istituzionale: siamo tutti piccoli uomini soli davanti alla forza della natura (o alla distruzione della guerra e della fame) ma insieme abbiamo la forza per salvarci e governare la paura.

Nell immagine vedrete anche la foto di una squadra di soccorso composta da migranti africanti: la creazione di una comunità passa attraverso la solidarietà reciproca.

Nessuno si salva da solo.